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L'azienda è collocata in un ambiente ideale in
quanto nella zona del Basso Mediterraneo, ove l'azione mitigatrice
del clima ha una sua influenza positiva essenziale.
Siamo sullo stesso parallelo dei grandi uliveti greci e spagnoli ed
in quello poco più alto del Marocco e della Tunisia.
Specificatamente adatta è la zona climatica dell'azienda Aliano in
quanto collocata su una collina a seicento metri sul livello del
mare, ove le temperature nelle varie stagioni sono ideali tanto per
la fioritura (mignolatura) quanto per la invaiatura (allegagione) e
maturazione.
La natura del suolo è di medio impasto, con terreni prevalentemente
calcarei, a reazione subalcalina, in qualche zona leggermente
sabbiosi cui però viene sempre assicurato, dalla primavera
all'autunno, un costante apporto idrico con irrigazione effettuata
prelevando acqua dal pozzo esistente nel fondo stesso.
Tutta la zona è ricca di testimonianze storiche ed archeologiche di
altissimo interesse culturale e di grande richiamo turistico:
· L'insediamento pre-ellenistico di Morgantina, ove è possibile
ammirare i resti di un'intera città preistorica, con l'acropoli, il
teatro, le caserme, le palestre, i siti commerciali, le terme dotate
di calidarium e frigidarium, i quartieri residenziali e la
necropoli, è posto, infatti, a meno di nove chilometri dall'azienda.
· Gli splendidi mosaici policromi della villa romana costruita, in
contrada Casale nel IV secolo dopo Cristo, con ricercatissime scene
di caccia e pesca, la riproduzione delle fatiche di Ercole, i
rituali dei sacrifici religiosi propiziatori, le scene di gare, di
lotte e di amori, si trovano a soli cinque chilometri dall'impianto.
· L'antico paese, una volta denominato "Plutia", arroccato su
diverse colline, ricco di splendide chiese settecentesche e di
lussuosi palazzi nobiliari è facilmente raggiungibile con un
percorso ancor più breve.
· I boschi di pini, querce, pioppi e di eucalipti sono, infine, la
caratterista prevalente dell'intero territorio comunale.
In questo contesto, teatro di sovrapposizioni di civiltà eterogenee
(Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli e Francesi),
culla di secolari tradizioni agresti, l'azienda si è cimentata nella
realizzazione di un uliveto moderno con alberi allevati a monocono,
con irrigazione a goccia e fertirrigazione incentivata con prodotti
naturali che conservino la totale integrità biologica dell'olio.
Piazza Armerina
Morgantina
La zona di Serra Orlando è stata abitata fin dall'età del bronzo.
Durante l'età del ferro, un insediamento sulla collina diviene il
fulcro della zona. E qui che viene fondata Morgantina. La città
prende probabilmente il nome dal re dei Morgeti, popolazione italica
proveniente dall'Italia centro-meridionale. Nel V sec. a.C. la città
viene rifondata in un luogo poco distante, a Serra Orlando. Gli
scavi condotti qui dal 1955 hanno riportato alla luce i resti di
questo centro siculo, colonizzato dai Greci e rimasto importante
fino al I sec. d.C. quando viene abbandonato.
Gli scavi si estendono in una piccola vallata e sulle due colline
che la racchiudono. Si delineano l'agora, un piccolo teatro e, sulla
collina a nord, alcuni mosaici al riparo sotto tettoie.
Mosaici
Villa romana del IV secolo dopo Cristo.
Zona di grande interesse archeologico, Piazza Armerina è da diverso
tempo sede di numerosi scavi.
Uno dei ritrovamenti più importanti fino ad oggi effettuati è quello
della famosa Villa del Casale. Con una superficie di oltre 3500
metri quadrati, la Villa era la residenza di caccia di Massimiliano
Erculeo, collega di Diocleziano nella gestione dell'impero romano.
Essa rappresenta oggi una straordinaria testimonianza della vita in
epoca romana grazie ai suoi pavimenti mosaicati, famosi in tutto il
mondo.
La realizzazione di tali mosaici è oggi attribuita a maestri
africani, in quanto inventori di questa arte che diffusero nei paesi
con i quali entrarono in contatto. L'importanza della Villa a
carattere mondiale è dovuta all'impeccabile stato di conservazione
dei mosaici, ritenuti inoltre i più estesi e affascinanti mai
realizzati in epoca romana.
Questa grande importanza è anche dovuta alle scene rappresentate nei
suddetti lavori, che risultano essere prova di grande tecnica vista
la veridicità dei soggetti e dei colori utilizzati.
In queste opere si possono ammirare scene tratte da lavori di Omero,
scene mitologiche e anche immagini di vita quotidiana, sempre
realizzate in maniera molto vivida.
La Villa presenta quattro raggruppamenti principali identificabili
in: ingresso principale e quartiere termale; peristilio con
soggiorno e foresteria; ambienti privati e basilica; triclinio e
cortile ellittico. Essi risultano sistemati a terrazza per adeguarsi
alle caratteristiche del terreno su cui si ergono.
All'esterno sono stati rinvenuti due acquedotti usati per
l'approvvigionamento delle fontane, dei servizi e del quartiere
termale.
Molti studiosi da tempo sostengono che una costruzione di questo
genere non poteva essere completamente isolata, ma doveva
comprendere altre costruzioni marginali dedite alla risoluzione di
tutte le esigenze di una villa imperiale. Per questo motivo sono ora
in corso diverse campagne di scavi.
L'antico paese
Le origini di Piazza Armerína risalgono sicuramente al periodo
Normanno anche se esistono altre tesi che datano, la fondazione
della città al V°selcolo a.C. ad opera di un insediamento di
Plateesi, cittadini di Platea, centro della Beozia. Ai tempi della
guerra del Peloponneso, ma trovano solo testimonianze e
archeologiche nella Villa Imperiale del III IV secolo D.C. ai piedi
del Monte Mangone in contrada Casale. Piazza Armerina ebbe il suo
massimo splendore in epoca medioevale al tempo del Conte Ruggero
Normanno, ed ebbe parte attiva negli avvenimenti della storia
Siciliana: nel 1296 Federico III d'Aragona vi convocò il parlamento
per decidere la guerra contro il fratello Giacomo e Carlo d'Angiò
che si accingevano alla conquista dell'isola; nel 1299 fu assediata
dagli Angioini ma invano.
Più tardi divenne importante centro militare e svolse un suo ruolo
importante fra le alterne vicende politico-militari del periodo
svevo, francese e spagnolo. Raggiunse altresì un enorme sviluppo del
commercio di grano e l'opulenza delle famiglie nobiliari determinò
una florente edilizia che trovò la sua migliore espressione nella
costruzione di belle chiese e palazzi patrizi di stile barocco, che
restano tutt'ora a testimonianza di una raffinatezza di stile e di
arte di ottimo gusto. Ancora nella sua storia, Piazza partecipò ai
movimenti del Risorgimento italiano con adesione spontanea di popolo
e nobili, manifestando un culto del sentimento nazionale e
dell'amore patrio che portò i suo i cittadini a partecipare con
Garibaldi alle battaglie per l'unità d'Italia. Ritornando ai nostri
giorni la città, al turista meno frettoloso, offre il piacere di una
passeggiata nel centro storico, d'impianto medioevale, accolto dalla
generosa e cordiale ospitalità che contraddistingue il piazzese.
Il dialetto piazzese è di origine Gallo-ltalica viiene ancora
parlato da i vecchi ed è piacevolissimo d'ascoltare. Il soggiorno in
città è gradevole ed il servizio reso dagli albergatori e
ristoratori è qualificato ed anche economico. Le vie del centro sono
abbellite da innumerevoli vetrine di punti commerciali di vario
genere dove sarà conveniente fare shopping. La città è inoltre
circondata da boschi di Eucaliptus, abeti, pini, castagni, querce e
da un bellissimo sottobosco di felci ed altre piante . Fra i
sentieri dei boschi è possibile praticare il trekking e il ciclismo
in Mountain bike oppure effettuare delle semplici passeggiate per
vivere una vacanza serena. Il periodo Aprile/Dicembre è ricco di
manifestazioni culturali, folkloristiche e di ricorrenze religiose.
Fra le più importanti la festa della Madonna di Piazza Vecchia che
si celebra il 3 Maggio, il Palio dei Normanni 13 e 14 Agosto,
Cortili e Balconi fioriti (fine Maggio). Come si può constatare la
Città offre richiami culturali e folkloristici per il visitatore
attento e alla ricerca di un soggiorno rilassante.
"Plutia"
"Il nome deriva dal latino medioevale Plàtea (che indica la piazza
del mercato), cui nel 1862 fu aggiunto Armerina, che deriva dal "castrum
armorum", che fu il centro fortificato dai Normanni come "castello
delle armi", edificato nell'XI secolo.
Questo importante centro ennese ebbe numerose immigrazioni lombarde
nel periodo normanno e, pertanto, vi si parla il "gallo - italico",
che è uno speciale dialetto lombardo - siculo, che si parla anche a
Nicosia, nell'ennese, a Randazzo, nel catanese e a San Fratello, nel
messinese.
Il monumento più illustre e più straordinario di Piazza Armerina
sono gli ampi mosaici, veramente eccezionali, che si trovano tra i
noccioleti della località Casale, in una vasta villa romana del IV
secolo dopo Cristo, probabilmente appartenuta ad un grande
impresario romano, che forniva le belve africane per gli spettacoli
circensi, di cui i grandiosi mosaici fanno vedere le varie fasi
della cattura, dell'imbarco sulle navi e del trasporto verso le
grandi città romane che offrivano questi spettacoli circensi.
La grandiosa villa, i cui mosaici si sono salvati perchè ricoperti
da una coltre di fango dovuta ad una alluvione avvenuta in periodo
normanno, doveva servire anche come luogo di relax per gli ufficiali
della legione romana di stanza in Sicilia; e quindi si spiegano i
mosaici che riguardano gare femminili, donne in bikini, gare di
bambini e la straordinaria riproduzione di una gara di corsa di
cocchi in un circo, completa in tutti i suoi particolari.
Particolarmente drammatica la scena che raffigura Ulisse che fa
ubriacare il Ciclope Polifemo (qui raffigurato con tre occhi, invece
che con uno solo), prima di accecarlo.
Altro motivo di attrazione turistica per Piazza Armerina è il "Palio
dei Normanni", che si corre ogni anno in costume il 13 e il 14
agosto, per onorare la Madonna delle Vittorie, che è la Patrona
della città. Dopo una fantasmagorica sfilata in costume, che si
tiene il 13, e ricorda l'ingresso di re Ruggero il Normanno nella
città, il 14, nello stadio cittadino, si sfidano in varie gare di
abilità i cavalieri che rappresentano i quattro quartieri cittadini;
al quartiere vincitore si assegna il Palio, che è costituito da uno
stendardo che reca l'immagine della Madonna delle Vittorie.
Boschi
Da venti anni si parla per Piazza Armerina di uno sviluppo
economico-sociale basato prevalentemente sul turismo che ha nella
Villa Romana l'elemento di massima attrazione e costruito, poi,
sulla valorizzazione dei beni culturali e ambientali presenti sul
territorio e riconosciuti anche a livello istituzionale.
A questa affermazione di principio condivisa a parole da tutti, non
sono mai seguite azioni coerenti e finalizzate ad un vero
riconoscimento dell'armatura culturale e della rete ecologica come
risorse da preservare per costruire, a partire da esse, lo sviluppo
economico della città.
Nello stesso periodo non si sono registrati interventi tesi a
costruire una reale politica di sviluppo sostenibile, ma solo
interventi tesi a tamponare situazioni di crisi più evidente sia in
relazione alla Villa stessa, sia nel centro storico e in relazione
ai numerosi beni culturali, sia, infine, in relazione alle aree
archeologiche e a quelle a forte rilevanza ambientale.
I boschi comunali, in particolare, rappresentano dal punto di vista
ambientale e da quello paesaggistico un ecosistema di grande
rilevanza riconosciuto, nonostante la loro origine artificiale, con
l'istituzione della Riserva Naturale Orientata di Rossomanno
Grottascura Bellia che riguarda i comuni di Enna, Aidone e Piazza
Armerina.
Fino ad ora la istituzione delle riserva non ha dato avvio ad una
politica di crescita economica ad essa legata e lo stato di
manutenzione del bosco è peggiorato di anno in anno. I boschi finora
sono stati considerati a Piazza fonti di reddito solo perché hanno
consentito a centinaia di lavoratori stagionali di svolgere 51, 101
o 151 giornate lavorative a rotazione.
Questa situazione non riesce a trasformare il bosco comunale in
risorsa capace di innescare un processo di sviluppo sostenibile che
possa produrre reddito in maniera stabile.
Nel corso degli ultimi dieci anni sia alcune associazioni che alcuni
consiglieri comunali hanno più volte proposto che si utilizzasse il
bosco comunale (in particolare quello della pre-riserva) per quelle
attività legate al tempo libero e al turismo che siano compatibili
con lo stato di tutela dell'area e che potrebbero dare lavoro a
numerosi cittadini. Tuttavia tutto ciò non si è ancora trasformato
in azione politica.
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