|
Il prodotto, dunque, che vi presentiamo è ricavato
da un uliveto impiantato da pochi anni in forma intensiva, a sesto
stretto, su appezzamento di modeste dimensioni dove sono state messe
a dimora poco meno di diecimila piante tutte della stessa cultivar
selezionata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con specifica
attitudine, dal punto di vista agronomico, di olive da olio.
Trattasi di una cultivar autofertile (cioè capace di fecondare con
il polline i propri ovuli).
Pertanto nell'uliveto non è stato necessario mettere a dimora pianta
alcuna che fungesse da impollinatore.
Il frutto è di dimensione medio-piccola, dotato di un seme molto
ridotto.
L'impianto è stato effettuato mettendo a dimora talee acquistate da
un vivaio specializzato (sub concessionario esclusivo del C.N.R.),
consegnate in vasetto e collocate nel terreno con il pane di terra.
La regolare crescita di ogni pianta è agevolata da un paletto tutore
cui la talea stessa è stata legata con tubicini in materiale
plastico.
Il tronco è, altresì, protetto da rete anticoniglio. |